Percorrendo i

GIARDINI DELLA REGGIA DI VENARIA
CERVELLO DI PIETRA

L' immagine di un cervello è disegnato sul terreno con delle grandi pietre. I pensieri prendono la forma dei massi e tracciano i sentieri della mente. un albero cresce al centro della scultura a testimoniare come, in questa opera, si incontrino la materia e la poesia, l' umano, il minerale e il vegetale.

DALLE ALPI
ALLO STRETTO DI MESSINA

C'è chi va via col vento
per non partir da solo
chi si allontana col passo lento
di un sogno preso a nolo.
C'è chi si avvia di sera
per andar via di meno
chi tira su una speranza intera
saltando sopra un treno.
C'è chi promette stelle
per darsi un po' d'aiuto
chi cerca invano bugie più belle
che frasi di un saluto
che sono sempre quelle.
Fai buon viaggio amore mio
fai buon viaggio della vita
finché c'è una strada e vai
non è finita.
Fai buon viaggio cielo mio
nel passaggio di ogni giorno
sia un incontro sia un addio
un'andata od un ritorno.
C'è chi prende la via dal retro
così non vede gente
chi s'incammina a testa indietro
per non scordare niente.
C'è chi va senza aprire bocca
per dare un senso a tutto
c'è chi lo sa che a chi tocca tocca
poi fa una festa a lutto
C'è chi si dà le mani
per trattenersi ancora
chi ha già la pena di star lontani
e ti comincia allora
e non passerà domani.
Fai buon viaggio amore mio
fai buon viaggio della vita
finché c'è una strada e vai
non è mai finita.
Fai buon viaggio sogno mio
nel miraggio di ogni giorno
sia un incontro sia un addio
un'andata od un ritorno.
Ma vivere è un mestiere duro
senza ferie è un lavoro scuro
senza orario senza salario
alle intemperie di ogni tempo
e un futuro di perché.
Vivere è andare sempre avanti
senza sosta tutti gli istanti
senza fiato senza passato
e quale posta in gioco
è un'altra risposta che non c'è
quando ci chiederemo se
siamo esistiti per davvero.
Fai buon viaggio tu
fai buon viaggio della vita
finché c'è una strada e vai
non è non è mai finita.
Fai buon viaggio cuore mio
nel coraggio di ogni giorno
se un incontro è già un addio
un'andata è già un ritorno
c'è tutta una vita intorno a noi
Testi di Claudio Baglioni

Una poesia di Laura Picchi per aggiornare il mio blog.
Ultimi versi
Un soffio di cuore,
un dolce pensiero
accompagna il sonno
delle notti estive.
Senza che tu
senza che io
senza che noi....
ma solo presenza, essenza,
tepore di cuore.
Un soffio, un battito
d'ali nel cielo limpido
di luglio
con quel fragile bianco giglio
tra le mani tremanti
e poi ancora la spuma d'onda
accarezza la sabbia,
sfiora le dita del tuo nudo piede.
Dolce ricordo
e magie d'ombre
tra i raggi del sole
che illuminano la tua chioma,
gli occhi sfuggono la forte luce
e mirano l'infinito.
Io so, tu sai....
e s'increspa il mare
e insegui la tua meta,
il tuo viaggio verso la vita.
ti illumini con un sorriso,
ti incammini per i sentieri
del mondo
e t'avvolge in un abbraccio
calda, caldissima la brulla terra
e ti regala i suoi profumi una serra
di agrumi e di fiori.
Ricordi che si rincorrono
con ricordi, lancette impazzite della
tua storia, della nostra storia.
Eppure ora, oggi, adesso
io ci sarò, tu ci sarai sotto il fresco
di una pergola, nella quiete della sera! Laura Picchi

Voglio giocare d'anticipo e sorprenderti
quindi do inizio a i festeggiamenti ...
ho creato una cartolina per te
il mio pensiero è li ...
Auguri


Ma quante storie ho
gia' vissuto nella vita
e quante programmate,
chi lo sa
sognando ad occhi aperti
storie di fiumi
di grandi praterie
senza confini
storie di deserti
e quante volte ho visto
dalla prua di una barca
tra spruzzi e vento
l'immensita' del mare
spandersi dentro e
come una carezza calda
illuminarmi il cuore
e poi la neve bianca
gli alberi, gli abeti
l'abbraccio del silenzio
colmarmi tutti i sensi
sentirsi solo e vivo
tra le montagne grandi
e i grandi spazi immensi
e poi tornare qui
riprendere la vita
dei giorni uguali ai giorni
discutere con te
tagliarmi con il ghiaccio
dei quotidiani inverni non,
non lo posso accettare
non e' la vita che avrei voluto
mai desiderato vivere
non e' quel sogno
che sognavo insieme
fa piangere
eppure io non credo
questa sia l'unica via per noi
Se stiamo insieme
ci sara' un perche'
e vorrei riscoprirlo stasera
se stiamo insieme
qualche cosa c'e'
che ci unisce ancora stasera
mi manchi sai mi manchi sai...
e poi tornare qui
riprendere la vita
che sembra senza vita
discutere con te
e consumar cosi'
i pochi istanti eterni
no, non lo posso accettare
che vita e' restare qui
a logorarmi in
discussioni sterili
giocar con te a farsi male
il giorno di notte
poi rinchiudersi
eppure io non credo questa sia
l'unica via per noi
Se stiamo insieme
ci sara' un perche'
e vorrei riscoprirlo stasera
se stiamo insieme
qualche cosa c'e'
che ci unisce ancora stasera
mi manchi sai mi manchi sai...
mi manchi sai mi manchi sai...

Nonostante la pioggia battente sono riuscita, con l’ aiuto di un amico, a concludere l’ imbastitura per bordare la mia casetta al mare e renderla più graziosa.
Un lavoro che potrebbe sembrare semplice, ma che, in realtà, richiede tanto tempo e precisione.
Tagliare ed incollare le perline non è più un gioco da ragazzi quando c’è di mezzo la massima precisione.
Dovrò dedicare come minimo altri due fine settimana prima che l’ opera sia completa.
La prossima volta, tempo permettendo, ovvero assenza di pioggia, che puntualmente mi sta accogliendo ogni sabato, smonterò l’ imbastitura per verniciare il legno e, la successiva, piazzerò in modo permanente la bordatura.
Oggi sono distrutta, ho la schiena rotta ma soddisfatta perché tutto ciò che c’era nella mia testa è ora lì sotto i miei occhi, ha preso forma e consistenza e, come se ciò non bastasse, mi scopro che potrei fare il falegname….. e con i tempi che corrono posso dire che nopn è male!

Una dolce musica per sognare


Versi che, in questa grigia giornata di primavera ,rallegrano il mio cuore
Sottovoce ti chiama il mio cuore
e il cielo è di un pallido blu.
la luna danza la sera,
il sole ti sorride al mattino
ma dentro penso che la mia vera gioia
sei tu.
Sei tu che mi si comprendere,
che spacchi il silenzio
con un abbraccio
e tenere sono le tue parole quando sono giù.
I tuoi passi sono insieme ai miei
per i sentieri della vita
tra allegria, tristezza e malinconia.
Due mani che si stringono,
due esseri che non si lasciano più,
è pane per la tua e la mia vita
l'amicizia e niente
ci separererà più.
Il fiume del tuo grande affetto
arriva fino a me,
cinguettano i passeri
all'arrivo di una nuova primavera.
Profumo di rose
che ti dono,
ma niente rispetto ad averti qui
sulla spiaggia ad osservare il
volo libero dei gabbiani
e l'immensità del mare.
il mio cuore e il tuo oltre l'orizzonte
e la nostra amicizia che vive già nell'infinito.... Laura

In attesa del suo prossimo concerto
il video ufficiale

Io tornerò
Un giorno, uomo o donna, viandante,
dopo,quando non vivrò,
cercate qui, cercatemi
tra pietra e oceano,
alla luce burrascosa
della schiuma.
Qui cercate,cercatemi,
perchè qui tornerò senza dire nulla,
senza voce, senza bocca, puro,
qui tornerò a essere il movimento
dell'acqua, del
suo cuore selvaggio,
starò qui,perso e ritrovato:
qui sarò forse pietra e silenzio.
(P. Neruda)

Portiamo i nostri corpi e le nostre idee, non le bandiere
Sabato 7 marzo 2009 Ore 15
Manifestiamo tutte insieme con un corteo, spettacoli e iniziative artistiche di strada
Portiamo i nostri corpi e le nostre idee, non le bandiere
Uniamoci per costruire e consolidare una nuova solidarietà fra donne, per affermare la nostra libertà e per dire NO a tutte le violenze
Reagiamo contro tutte le violenze degli uomini sulle donne, sia in casa che in strada, sia fisiche che psicologiche. Le violenze degli uomini contro le donne non hanno passaporto: i violenti non hanno nazionalità.
Uniamoci per esprimere e far sentire tutta la nostra rabbia contro chi strumentalizza le violenze per incuterci paura. A costoro rispondiamo che l’uso dei militari e delle ronde non affronta né risolve i gravi problemi che stanno alle base di ogni violenza.
Per dire No a una società che assume la cultura della violenza come parte intrinseca della vita e ritiene violabili la libertà e i diritti delle donne, delle lesbiche, delle migranti, delle donne con disabilità
ADESSO BASTA L’antidoto alla violenza non è il controllo ma il rispetto!
Appello delle donne riunite in assemblea presso la Casa delle Donne di Torino il 4 febbraio 2009

E tu ti svegli
al dolce tepore del sole,
è alba e cresce in te l'Amore.
Non dorme il poeta,
non dormono ombre che fugaci svoltano
all'angolo di quella strada.
Gocce di rugiada
sui tuoi capelli
increspati dal vento
e lo sguardo oltre le nuvole
ad inseguire pensieri e parole.
Ascolta il tuo cuore,
scandisce le ore del nuovo giorno,
ascolta la tua anima
scandisce gli attimi della pace,
perchè sei in fuga dal frastuono di
mille chiassi e rumori,
perchè sei in cerca del tuo nido,
sei in cerca di te nel profondo del mondo.
Un sorriso, un abbraccio
e svaniscono le malinconie dell'inverno,
poi la vedi una bambina correre
dietro ad uno stormo di rondini
che si posa sul ramo di un albero in fiore
e tutto intorno a te si sciolgono i
ghiacciai della solitudine,
è lei piccolo essere spensierato
la tua Primavera d' Amore. Laura

Bellissima canzone e fantastico il video!


PER NON DIMENTICARE
Nell’ambito del Giorno della Memoria 2009, la Comunità Ebraica torinese, promuove dal 22 al 31 gennaio alcune iniziative, tra cui un convegno dal titolo “QUEL CHE RESTA DI AUSCHWITZ”, (in collaborazione con l'Istituto di studi storici Salvemini) la proiezione di film, la presentazione di più libri, un evento musicale, una mostra e un corso di formazione in collaborazione con il “Teatro Ragazzi e Giovani”.
La serata di ieri , dopo una giornata di intenso lavoro, si è conclusa con lo spettacolo teatrale " La Madre" estrapolato da "Vita e Destino" di Grossman.
In Ucraina, nel 1941 a Berdicev, Anna Semenova, medico ebreo russo, costretta a trasferirsi nella città vecchia insiema agli altri ebrei, si conceda dall' adorato figlio, consapevole della sua sorte.
Si è trattato di un monologo progettato dall' abile artista Marina Bassani che, accompagnata da violino e fisarmonica , ha messo in scena l' ultima struggente lettera di congedo di Anna al figlio Vitia. Il primo vestito, il primo libro, la prima fiaba, la prima lettera del figlio, i ricordi e le immagini di un mondo ebraico che scompare.

AUGURI MAMMA
e quando dico "mamma" le mie labbra si baciano per te!

NEVE E ANCORA NEVE SU TORINO

E' da ore e ore che nevica quasi ininterrottamente! Riuscirò a tornare a casa ?

Nell' agurarvi
ecco alcuni
suggerimenti per un regalo di Natale

Perdono per un tuo nemico
Tolleranza per un tuo avversario
Il tuo cuore per un tuo amico
Un buon servizio per un tuo cliente
Carità per tutti e buon esempio per i bambini
Rispetto per te stesso


Mi é arrivata una bellissima segnalazione per un
NATALE SOLIDALE
CAMBIA IL DESTINO DI UNA DONNA E DEI SUOI BAMBINI.
La Vita riparte da... un dono
Natale Pangea 2008

Per questo Natale Pangea propone tante idee regalo che si trasformano in concrete opportunità di riscatto per le donne e i loro bambini nei Paesi dove lavora la Fondazione.
Clicca qui sotto e scopri tutte le proposte!
![]() |
da: www.pangeaonlus

GABBIANI

Non so dove i gabbiani abbiano il nido,
ove trovino pace.
Io son come loro
in perpetuo volo.
La vita la sfioro
com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo.
E come forse anch’essi amo la quiete,
la gran quiete marina,
ma il mio destino è vivere
balenando in burrasca.
(Vincenzo Cardarelli)

L'amore vince ogni distanza


Malasanità
Accolgo l' appello della mia amica RITA e posto quanto segue affinchè, per colpa della MALASANITA', altre vite non si spengano.
Fatelo anche voi, i genitori di FLAVIO, ve ne saranno grati!
***
Amici, nella mia regione, in questi ultimi cinque anni, sono stati registrati diversi casi di giovani deceduti per la negligenza della sanità. Non si può andare avanti così. Anch'io sono una vittima della malasanità e sono ancora viva per miracolo... non sono giovane come loro... "la mia storia" si trova nell'ultima pagina http://rita.spazioblog.it il link del mio blog "ufficiale" I familiari di Flavio ve ne saranno grati.Cercate di far girare questo messaggio fra i vostri amici e di informarmi su chi ha aderito al mio appello. Ciò che è successo a Flavio, Federica Monteleone, Eva Ruscio, Angela Scibilia ... non deve succedere più. Sono figli nostri! Aiutateci anche voi, anche noi facciamo parte dell'Italia e non dobbiamo essere dimenticati.
Flavio Scutellà
Federica Monteleone
Angela Scibilia
Eva Ruscio

RINASCITA

Ho assistito al miracolo della natura:
ho visto il sole spuntare dal mare
quasi fosse
una creatura nascente dal grembo materno!

LA NOSTRA VITA E' COME LE STAGIONI

NON ABBANDONIAMO SALVATORE
Questa lettera è un grido d'aiuto da parte di un uomo che chiede di vivere, ma pare che la cosa non interessi nessuno. Spesso si parla di rispetto della dignità dell'individuo solo quando c'è di mezzo qualcuno che chiede di morire. Ma, se c'è qualcuno che chiede di voler continuare a vivere, dov'è il suo diritto a vivere una esistenza dignitosa?
Oggi ho appreso, navigando su internet, che Salvatore adesso vuole morire perchè nessuno si è interessato di lui. firenze.repubblica.it/dettaglio/Vuol-morire-all-Abetone-domani-la-partenza/1511062
Non riesco a capire perchè i media non ne abbiano parlato a sufficienza...
Lettera al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi
"Sono stanchissimo di lottare ed optare ancora per la vita"
Carissimo Presidente Berlusconi, scrivo a lei che considero "la mia ultima spiaggia". Sono un uomo che vive da paralizzato, la mia patologia viene definita Sindrome Assimilabile alla Locked.in ovvero "uomo incatenato" o meglio ancora "uomo imprigionato", imprigionato nel mio stesso corpo. Mi sento murato vivo, vivendo in un abisso. Potrà capire le mie angoscianti e terrificanti pene: questa patologia comporta la totale paralisi del mio corpo. A differenza di chi vive in Stato Vegetativo (io lo sono stato), sono riuscito a recuperare la coscienza e a comunicare il mio pensero con il computer grazie a un sofisticato software muovendo lo sguardo, la testa e in particolare gli occhi.
Mi chiamo Salvatore Crisafulli (disabile gravissimo), 43 anni, di Catania, e sono stato vittima di uno spaventoso incidente stradale avvenuto a Catania la mattina dell’11 settembre del 2003. Sono entrato subito in coma e successivamente in stato vegetativo permanente (almeno così sentenziava la scienza medica per due anni). Poi, incredibilmente, nel 2005 riesco a raccontare che dopo circa sette mesi dal trauma (quando per i medici ancora ero in stato vegetativo) ho ripreso coscienza e sentivo e capivo tutto, sentivo ed avvertivo anche di avere fame e sete, ma non riuscivo a dimostrarlo perché non potevo muovermi e i medici erano convinti che fossi un vegetale (in pratica una foglia d'insalata), vivevo nel terrore. Oggi invece assaporo i gusti del cibo perché vengo nutrito dalla bocca. La mia terrificante e allucinante odissea è stata trascritta anche in un libro, dal titolo “Con gli occhi sbarrati”. Durante il grande dibattito sulla "dolce morte" chiesta ripetutamente da Piergiorgio Welby, fui costretto a scrivere una lettera indirizzata allo stesso Welby, supplicandolo (inutilmente) di lottare per la vita. Gli dissi: "Ti supplico non chiedere la morte, ma combatti insieme a me per la vita". Ottenni una risposta veramente straziante "Uno Stato che non ha pietà di me, che non sa ascoltare la mia voce, sarà meno capace di ascoltare la tua. Uno Stato che saprà rispettare le scelte di fine vita, sarà più capace di rispettare le tante straordinarie vite che siamo". Parole oggi da me condivise. Sono stato protagonista di numerosi appelli, in particolare per la vita, ed anche per dimostrare che lo Stato Vegetativo è vita. Lo scorso mese di Marzo sono stato protagonista e promotore di una protesta denominata: "contro l'eutanasia passiva dello Stato italiano" iniziando uno sciopero della fame e rifiuto delle cure, per mancanza di assistenza e di applicazione di varie leggi sui disabili gravissimi (eravamo in 90). Protesta sospesa dopo aver ricevuto una lunghissima e toccante lettera (che le allego) dall'ex Ministro della Salute, Livia Turco. Lo scorso 8 Aprile (i media sordi e muti) dopo una mia missiva al Capo dello Stato (nella quale chiedevo che si aprisse un dibattito sulla nostra condizione e sulla mancata attuazione di varie leggi che garantiscono il diritto alla salute sancito dalla Costituzione) ricevetti una lettera del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in cui ribadiva di sollecitare un confronto sensibile e un chiarimento responsabile su quella questione eticamente delicata, e di richiamare l'attenzione sul bisogno di maggiore intensità di cura e di assistenza per le persone che lottavano per la vita, richiamando anche il diritto al voto dei disabili intrasportabili. Cosa assolutamente infattibile in Sicilia. (Si allega lettera del Capo dello Stato, e del suo Segretario). Le devo far presente che il Capo dello Stato non ha fatto per me come per Piergiorgio Welby. Per lui si aprì un grande e devastante dibattito e il suo caso, portato davanti a tutta la classe politica, è diventato di dominio pubblico. Cosa che non è avvenuto sul mio e degli altri invalidi come me: al nostro appello pubblico, ha risposto in forma privata. Ad oggi, nonostante abbia ricevuto la lettera del Capo dello Stato, è cambiato poco e nulla, una delusione veramente inaccettabile. Sono stanchissimo di lottare e optare ancora per la vita. Caro Presidente fino ad oggi io amo la vita, la morte per me rappresenta veramente un orrore, lei è la mia ultima spiaggia da percorrere. Sono stanco e stufo di aspettare. Se anche lei non mi dà ascolto, la mia voglia di vivere cessa di avere efficacia. Passano i giorni, i mesi e gli anni, ed è sempre tutto uguale. Per far sentire la mia voce “silenziosa”, ho bisogno veramente del suo aiuto. Nel mio cuore e nella mia mente esistono due grandi sogni: il primo è quello di poterla incontrare per poter trascorrere un giorno insieme, chiedendogli di guardarmi intensamente negli occhi e mettersi nei miei panni, sono pronto a farmi trasportare anche a casa sua per un incontro, anche in forma privata. La supplico mi faccia questo grande dono, un dono che solo lei può regalarmi, sarà sicuramente e senza ombra di dubbio il più grande regalo della mia vita, per me e tutta la mia famiglia. L'altro mio sogno è andare in America, anche come cavia per essere sottoposto alla nuova tecnologia scientifica americana, la ossigeno terapia iperbarica (già con la mia famiglia ci siamo interessati per organizzare un mio viaggio negli Usa, ma ci vogliono tanti soldi). I mass media si concentrano ripetutamente e con accanimento solo su chi chiede l'eutanasia senza poi andare in fondo al problema, le discussioni si infiammano sui giornali e nelle tv, quando vengono sollevati casi come quello di Piergiorgio Welby e di Eluana Englaro. Non può il diritto di morire diventare la nuova frontiera dei diritti umani. Se lo Stato riuscisse a garantire pienamente la tutela della vita, in ogni fase della malattia e della disabilità ed anche nella fase insostenibile, credo non esisterebbe alcun fenomeno di eutanasia. Certo, poi, quando, si arriva alla disperazione (come, attualmente, nel mio caso), si spegne quella fiamma della speranza, che, non trovando concrete risposte assistenziali, sfocia in una domanda di eutanasia e di fine vita. Di solare evidenzia sembra che lo Stato Italiano (in particolar modo la sinistra) sia orientato al riconoscimento del diritto di morire, evidentemente non conviene spendere soldi per chi vive da paralizzato, in particolar modo nella propria casa. Presidente, le ripeto che la dolce morte trova spazio dove c’è disperazione, dove c’è un grande senso di abbandono e di sofferenza. Dove, invece, c’è volontà di vivere le cose stanno in modo inverso. Nessuno se non come me, potrà mai capire. Da svariati anni non esiste una intensa e continuativa assistenza, non esiste e non vengono applicati gli aspetti sociali, esistono varie leggi come la 328 e la 162 non recepita dalla Regione Sicilia. Esiste invece la burocrazia, il menefreghismo, l'abbandono e l'indifferenza totale da tutte le istituzioni competenti, nessuno sa niente, nessuno agisce, nessuno si muove. Esiste un grandissimo divario tra Nord e Sud del Paese! In Lombardia e in Veneto ci sono persone nelle nostre stesse condizioni a cui non manca (quasi) niente, in Sicilia manca tutto. Il mio e nostro dramma non può essere più sottotaciuto, io non ce la faccio più. In Sicilia tutti nascondono il mio caso, non importa il passato, quello che oggi importa è il presente e il futuro, voltiamo una volta per tutte pagina. Ad oggi non chiedo l'eutanasia, chiedo di vivere dignitosamente ma se le mie richieste non verranno soddisfatte, con strazio e sofferenza chiederò pubblicamente di porre fine alla mia esistenza incaricando una persona a me tanto cara, di soddisfare le mie richieste, di essere trasportato in un altro luogo, lontano dalla Sicilia, (stabilendo tempi e modalità) e, ove necessita, effettuare una registrazione video. Se riusciremo in tempo mi piacerebbe incontrare alcuni personaggi sparsi per l'Italia che in quest'ultimo periodo mi sono stati veramente vicini. Mi dispiace per tutte quelle persone che credevano in me e nella mia lotta per la vita. Mi dispiace per tutte quelle persone che in questi lunghi anni di sofferenza mi hanno veramente sostenuto, inviandomi anche numerose lettere. Mi dispiace per tutti i fratelli ed i loro familiari che vivono nelle mie stesse condizioni (anche peggio), a loro chiedo scusa e perdono. Ma soprattutto e in particolare mi dispiace per la mia onorata e splendida famiglia. Mamma perdonami, d'altronde sei già molto sofferente e ammalata e lo sai che non hai più le forze per accudirmi amorevolmente. Perdonatemi tutti, ma io non riesco a sopportare questa lunga ed atroce sofferenza di Stato. La supplico di prendermi in considerazione, non voglio essere trattato come un malato terminale, voglio essere assistito adeguatamente, ci vuole una nuova coscienza civile di questo gravissimo problema lungamente messo da parte, perché a tutti potrebbe capitare il mio stesso inconveniente. Caro Presidente in attesa del mio più grande sogno (incontrarla), le invio i miei saluti e mi affido alla sua parola, ringraziandola anticipatamente per l’attenzione e la disponibilità.
Catania dal 26 al 31 Agosto 2008
Salvatore Crisafulli Resa pubblica il 5 Settembre 2008
Lettera Aperta
Ai Sigg.ri direttori, del Corriere della Sera, del Messaggero, La Repubblica, La Stampa, il Giorno, Avvenire, il Giornale, La Padania, il Mattino, il Foglio, Libero, e alle agenzie di stampa.
"Eluana Englaro non è una foglia d'insalata" La famiglia Crisafulli si pregia di intervenire nel dibattito sulla vicenda della povera Eluana Englaro, non per giudicare l'operato dello sventurato padre di Eluana, bensì per dare un piccolo (forse grande) contributo da parte di chi ben conosce cosa significhi sentirsi dire che il proprio caro è un "vegetale". A noi la speranza non è mai venuta meno e siamo stati premiati dalla confessione del nostro Salvatore, il quale ci ha ripetuto mille volte che, mentre tutti i più grandi luminari d'Europa lo reputavano una "foglia d'insalata", lui si sentiva vivo e partecipe e soffriva terribilmente senza poter comunicare all'esterno la sua atroce ed agonizzante pena. La sua storia è stata trascritta nel libro "Con gli occhi sbarrati" l'airone editrice. Precisiamo che; Eluana, non è una foglia d'insalata, non è un carciofo, ma soprattutto non è un cavolfiore, ma è una persona. Il problema sta tutto nell'accettazione o no dell'eutanasia, inutile girare ipocritamente intorno all'interpretazione più o meno penosa dello stato della povera Eluana. Se si vuole lasciarla agonizzare di fame e di sete come la dolcissima Terri Schiavo si abbia il coraggio di chiamare questa decisione egoista e barbara con il nome che le compete: eutanasia. Basta coi giri di parole, basta con i trucchi di chiamare le cose con un altro nome. Mistificare la verità della vita e della morte con l'aria di servirla è talento di falsari, è immorale mestiere di pataccari, non di uomini timorati di Dio! Nel caso di Eluana: Non si tratta di coma (infatti c'è alternanza di sonno e di veglia) ma di (presunto) stato d'incoscienza, la cui definitiva irreversibilità, essendo una mera ipotesi, è scientificamente indimostrata. Non si tratta di accanimento terapeutico, perché dare acqua e nutrimento a un malato per quanto cronicamente grave, non è rappresentabile come terapia. Sarebbe altrimenti legale lasciar morire di fame e di sete milioni di bambini del terzo e quarto mondo, solo per evitare di sottoporli ad accanimento terapeutico. Non si tratta di staccare nessuna spina, perché la vita di Eluana non dipende da macchinari ma solo dall'amore e dalla solidarietà di chi le sta vicino e le porge il minimo di acqua e cibo per sopravvivere. Se invece si pretende di giustificare con patacche scientifiche il proprio egoismo e la propria mancanza di speranza allora gridiamo ad alta voce che è delittuoso, criminale, ingiusto. Siamo veramente indignati, ed offesi per come vengono trattati ripetutamente (senza dare voce, ad altre bandiere), dalla stampa ed in Tv, (es. rai 2 ricominciamo da qui) i pochi è rarissimi casi di eutanasia. Abbracciamo il Papà di Eluana, ma soprattutto le meravigliose suorine che da quindici anni si prendono cura di Eluana. E pensare che certa stampa di senza Dio e senza fede (per esempio "Liberazione" "Unità" e "il Manifesto") scambia la loro soprannaturale dedizione per crudeltà! Vergogna, vergogna, vergogna!
familiari di Salvatore Crisafulli
21 Luglio 2008
La condanna a morte di Eluana Englaro
"Cancella le nostre speranze"
La Sentenza di Morte emessa dal Tribunale di Milano nei confronti di Eluana Englaro è veramente agghiacciante, fa venire i brividi cancellando definitivamente le nostre speranze e condannando duramente tutti i disabili gravissimi, mi chiedo cosa ne sanno i Tribunali e la Scienza Medica dello Stato Vegetativo? di cosa si sono accertati? esistono dei parametri! e dei criteri validi per confermarne l'irreversibilità? Assolutamente NO. Rimango scioccato dal duello che appare solamente tra il Sig Englaro e la Chiesa, e noi protagonsti direttamente coinvolti, nulla di tutto ciò. Staccare il sondino che porta l'alimentazione sarà una morte veramente atroce, la definirei alquanto orribile. La definizione di Stato Vegetativo PERMANENTE si riferisce invece ad una prognosi sottoposta a gravi margini di errore. Non esistono tutt’oggi validi criteri per accertare l'irreversibilità del Coma e dello Stato Vegetativo. Prova schiacciante senza ombra di dubbio è la mia storia, quest'ultima confermata anche da Bob Schindler fratello di Terri Schiavo. Oggi ho quasi 43 anni, sono stato vittima di uno spaventoso incidente stradale (come Eluana Englaro Glaswos Coma scale di 3-4 grado) avvenuto a Catania l’11 settembre del 2003, riportando danni assonali diffusi che interessava anche la ragione ponto-mesencefalica entrando in coma, successivamente trapassando lo stato vegetativo permanente. Ho vissuto nell'incubo per quasi due anni, incredibilmente nel 2005, mi risveglio e riesco a raccontare che io sentivo e capivo tutto. Durante il mio stato vegetativo io avvertivo e sentivo di avere fame e sete, non avvertivo solamente il sapore del cibo, Finalmente oggi riesco a sentire il sapore del cibo perchè riesco ad essere nutrito dalla bocca (fino ad oggi sono portatore di PEG). Io sentivo ma nessuno mi capiva. Capivo cosa mi succedeva intorno, ma non potevo parlare, non riuscivo a muovere le gambe, le braccia e qualsiasi cosa volevo fare, ero imprigionato nel mio stesso corpo proprio come lo sono oggi. Provo con tutta la mia disperazione, con il pianto, con gli occhi, ma niente, i medici troncavano ogni speranza, per loro ero un "vegetale" e che i miei movimenti oculari erano solo casuali, insomma non ero cosciente. Sentivo i medici dire che la mia morte era solo questione di tempo, ed iniziavo ad aprire e chiudere gli occhi per attirare l'attenzione di chi mi stava attorno. I medici parlavano sempre di stato vegetativo permanente ed irreversibile, lo ribadivano e lo scrivevano. Io riesco a comunicare tramite un computer, selezionando con gli occhi le lettere sullo schermo. Oggi a distanza di quasi 5 anni vivo da paralizzato, la mia patologia è quella che si chiama sindrome assimilabile alla Loked.in “uomo incatenato”. La mia storia la raccontai anche a Piergiorgio Welby, supplicandolo “inutilmente” di lottare per la vita. Dal mio letto di quasi resuscitato alla vita, voglio gridare a tutto il mondo il mio straziante e silenzioso urlo. Questa sentenza di morte emessa nei confronti di Eluana Englaro è veramente una sentenza agghiacciante, se applicata, si inizia la nuova era dell'eutanasia con l'eliminazione di tutti i disabili gravissimi che aspettano e sperano anche nella scienza. Il mio è il pensiero semplice di chi ha sperimentato indicibili sofferenze fisiche e psicologiche, di chi è arrivato a sfiorare il baratro oltre la vita ma era ancora vivo, di chi è stato lungamente giudicato dalla scienza di mezza Europa un vegetale senza possibile ritorno tra gli uomini e invece sentiva irresistibile il desiderio di comunicare a tutti la propria voglia di vivere. Durante quegli interminabili due anni di prigionia nel mio corpo intubato e senza nervi, ero io il muto o eravate voi, uomini troppo sapienti e sani, i sordi? Ringrazio i miei cari che, soli contro tutti, non si sono mai stancati di tenere accesa la fiammella della comunicazione con questo mio corpo martoriato e con questo mio cuore affranto, ma soprattutto con questa mia anima rimasta leggera, intatta e vitale come me la diede Iddio. Ringrazio chi, anche durante la mia "vita vegetale", mi parlava come uomo, mi confortava come amico, mi amava come figlio, come fratello, come padre. Dove sarebbe finita l’umana solidarietà se coloro che mi stavano attorno durante la mia sofferenza avessero tenuto d’occhio solo la spina da sfilare del respiratore meccanico, pronti a cedermi come trofeo di morte, col pretesto che alla mia vita non restava più dignità? La mia famiglia sfidava la scienza e la statistica dei grandi numeri svenandosi nel girovagare con me in camper per ospedali e ambulatori lontani. Urlando in TV (porta a porta e similari) minacce e improperi contro la generale indifferenza per il mio stato d’abbandono. Vi ricordate di quel piccolo neonato anencefalico di Torino, fatto nascere per dare inutilmente e anzitempo gli organi e poi morire? Vi ricordate che dalla sua fredda culla d’ospedale un giorno strinse il dito della sua mamma, mentre i medici quasi sprezzanti spacciavano quel gesto affettuoso per un riflesso meccanico da avvizzita foglia d’insalata? Cara Mamma, quando mi coprivi di baci e di preghiere, anch’io avrei voluto stringerti quella mano rugosa e tremante, ma non ce la facevo a muovermi, né a parlare, mi limitavo a regalarti lacrime anziché suoni. Erano lacrime disprezzate da celebri rianimatori e neurologi, grandi "esperti" di qualità di vita, ma era l’unico modo possibile di balbettare come un neonato il mio più autentico inno all’esistenza avuta in dono da te e da lui. Sì, la vita, quel dono originale, irripetibile e divino che non basta la legge o un camice bianco a togliercela, addirittura, chissà come, a fin di bene, con empietà travestita di finta dolcezza. Credetemi, la vita è degna d’essere vissuta sempre, anche da paralizzato, anche da intubato, anche da febbricitante e piagato. Signor Presidente della Repubblica, solo il suo intervento (ma con i fatti) potrà evitare ulteriori richiste di eutanasia, in alternativa ordini di chiudere tutti i reparti di rianimazione.
Salvatore Crisafulli

FEBBRE DEL MARE

Devo tornare sul mare, solitario sotto il cielo,
e chiedo solo un'alta nave e una stella per guidarla,
colpi di timone, canti del vento,
sbuffi della vela bianca,
e bigia foschìa sul volto del mare
e un bigio romper dell'alba.
Devo tornare sul mare, ché la chiamata
della marea irruente è una chiara
selvaggia chiamata imperiosa;
e io chiedo soltanto un giorno di vento
con volanti nuvole bianche,
pien di spruzzi e di spuma e di strillanti gabbiani.
Devo tornare sul mare, alla vita
di zingaro vagabondo; alla via
delle balene e degli uccelli marini,
dove il vento è una lama tagliente;
e io chiedo solo un'allegra canzone
da un compagno ridente e un buon sonno
e un bel sogno
quando la lunga giocata è finita.
(John Masefield)

BIG BANG

Tra poco meno di un’ ora,nonostante l’ opposizione da parte di un gruppo di ricercatori , verrà spinto il pulsante del più grosso acceleratore di particelle del mondo, che dovrà ricreare le condizioni che esistevano una frazione di secondo dopo il Big Bang: ovvero di riportarci indietro nel tempo sino al momento della creazione del nostro universo, all'inizio del mondo.
A nulla , dunque, è valso il ricorso alla Corte Europea dei Diritti Umani, che in teoria avrebbe potuto bloccare il più grande, ambizioso e costoso test scientifico di tutti i tempi.
Quali saranno le conseguenze?
“Ai posteri l’ ardua sentenza”
Aggiornamento
Tutto si è svolto secondo le previsioni, nessuna catastrofe, nessun buco nero......
